THE LORD OF THE ANTS - GAST: GIANNI AMELIO

November 12, 2022

IFF Berlin 2022. Competition

THE LORD OF THE ANTS - GAST: GIANNI AMELIO

SAMSTAG 12 NOVEMBER - 20:00 UHR

Samstag 12 November 2022 - 20:00 Uhr
Sabato 12 novembre 2022 - Ore 20:00
Cinestar Kino in der Kulturbrauerei

IL SIGNORE DELLE FORMICHE
THE LORD OF THE ANTS
(130’, Drama, Italien 2022) - OmeU
Von Gianni Amelio. Mit Luigi Lo Cascio, Elio Germano, Sara Serraiocco, Leonardo Maltese
Deutschlandpremiere

FILM UND FILMGESPRÄCH MIT GIANNI AMELIO

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Der Film erzählt das Leben und die tragische Geschichte des Dichters Aldo Braibanti, der wegen „Unterwerfung“ eines jungen Mannes vor Gericht gestellt wurde – ein aufsehenerregender Fall, der Mitte der 60er Jahre, also knapp vor ‘68, Italien zu spalten vermochte.
„Jede Erkenntnis, die diesen Namen verdient, bricht mit Hilfe eines selektiven Gedächtnisses auf in die unendlichen Weiten des Unbekannten und verweigert sich entschieden jeder Versuchung der Unerkennbarkeit. Daraus folgt die völlige Relativität jeder Wahrheit, jeder Ethik, jeder Ästhetik. Ethik und Erkenntnis verwirklichen sich im Respekt vor und im Schutz des Lebens“ (Aldo Braibanti).
„Ein Film über die Gewalttätigkeit und Dumpfheit der Diskriminierung. […] Ich werde einen Satz nie vergessen, den ich hörte, als ich 16 Jahre alt war: „Ein Homosexueller ist zu behandeln oder umzubringen“ (Gianni Amelio).

La vicenda umana e giudiziaria del poeta Aldo Braibanti, passato alla storia per un presunto caso di plagio nei confronti di un ragazzo. Un caso che divise l’Italia della metà degli anni Sessanta, proiettata verso il ’68.
“Ogni conoscenza degna di questo nome si muove, attraverso una memoria selettiva, verso le interminabili praterie del non conosciuto, negando drasticamente ogni tentazione di inconoscibilità. Ne consegue una totale relatività di ogni verità, di ogni etica, di ogni estetica. Etica e conoscenza si identificano nel rispetto e nella difesa della vita” (Aldo Braibanti).
“Un film sulla violenza e l’ottusità della discriminazione. […] Non dimenticherò mai una frase che sentii quando avevo 16 anni: “Un omosessuale o si cura o si ammazza” (Gianni Amelio).

Gianni Amelio, 1944 im kalabrischen San Pietro Magisano geboren, ließ sich von seiner Filmleidenschaft nach Rom treiben, wo er es dank Vittorio De Seta ohne persönliche Beziehungen auf ein Filmset schaffte. Zunächst als Regieassistent von Western (Se sei vivo spara von Giulio Questi) und Autorenfilmen (I cannibali von Liliana Cavani), dann als Regisseur von Experimentalfilmen für die Rai (Sperimentali La fine del gioco, La città del sole) erwirbt er sich allmählich einen Ruf in der Nach-68er-Generation, die die Meisterregisseure der Sechziger Jahre ablösen sollte. Erst mit Colpire al cuore, 1983, kann sich sein Talent ganz entfalten, mit einer Geschichte, in der das Thema des Terrorismus zum Familien- und Generationenthema wird. Weitere zehn Jahre später, nach dem intensiven Gerichtsdrama Porte aperte (1990), erweist sich Amelio mit Il ladro di bambini (1992) als Autor von europäischem Rang, mit einer lokal verwurzelten, aber universellen  Geschichte, die auch hier wieder die Gefühle und Emotionen von Kindern in den Mittelpunkt stellt. In Lamerica (1994) analysiert Amelio die durch die Migration hervorgerufen sozialen Verwerfungen aus einem historischen Blickwinkel, indem er den Flüchtlingsschiffen aus Albanien gedankliche Vor- und Rückblenden, hin und her über den Atlantik, entgegensetzt. Mit Così ridevano ist Amelio auf dem Gipfel seines Könnens angelangt, hier nimmt er weitere Reisen der Hoffnung in den Blick, diesmal vom Süden in den Norden Italiens, aus der Armut ins (vermeintliche) Wohlleben. Im neuen Jahrtausend erprobt Amelio neue Erzählweisen (Le chiavi di casa, La stella che non c’è, Il primo uomo, L’intrepido, La tenerezza, Hammamet, Il signore delle formiche), ohne je die Schärfe zu verleugnen, die ihn stets gekennzeichnet hat, doch mit einem neuen Vertrauensverhältnis zu seinem Publikum, das er nie verrät. Amelio ist ein ehrlicher Regisseur, dessen Geschichten stets an innerste menschliche Saiten rühren. Er vermittelt das Gefühl, hinter den Bildern verberge sich ein persönliches Anliegen, eine Notwendigkeit, die über die Liebe zum Film hinausgeht. Film ist Leben, Leben ist Film.

Gianni Amelio, nato nel 1944 a San Pietro Magisano, in provincia di Catanzaro, spinto dalla passione per il cinema, si trasferisce a Roma, dove riesce ad approdare su un set grazie a Vittorio De Seta, senza nessuna spinta esterna. Passo dopo passo, prima come aiuto regista diviso tra western (Se sei vivo spara di Giulio Questi) e film d’autore (I cannibali di Liliana Cavani), poi come regista di Sperimentali Rai (La fine del gioco, La città del sole), si costruisce un nome nella generazione postsessantottina che avrebbe dovuto raccogliere il testimone dei Maestri anni Sessanta. Bisognerà aspettare Colpire al cuore, nel 1983, perché il talento si dispieghi completamente attraverso una storia di terrorismo ricondotta in un alveo familiare e generazionale. E altri dieci anni, con Il ladro di bambini (1992), dopo l’intenso Porte aperte (1990), per delinearne un profilo europeo, con vicende radicate sul territorio ma dal respiro universale, ancora una volta sintonizzate sui sentimenti e sulle emozioni di un bambino. Con Lamerica (1994) le mutazioni sociali determinate dal fenomeno dell’immigrazione vengono analizzate in una chiave storica, tra corsi e ricorsi, al di qua e al di là dell’Adriatico, solcato dalle navi provenienti dall’Albania. Così ridevano ne è il degno corollario, con lo sguardo rivolto ad altri viaggi della speranza, dal Sud al Nord, dalla povertà al (presunto) sogno. Nel nuovo millennio Amelio sperimenta nuove chiavi narrative (Le chiavi di casa, La stella che non c’è, Il primo uomo, L’intrepido, La tenerezza, Hammamet, Il signore delle formiche), senza mai rinnegare il rigore che ha contraddistinto il suo percorso, ma anche costruendo un rapporto di fiducia con il pubblico, mai tradendole. Un regista sincero che garantisce sempre una storia in grado di toccare le corde umane più intime. Con la sensazione che a monte vi sia qualcosa di personale da tradurre in immagini per una necessità non solo cinefila. Il cinema come vita, la vita come cinema.

In Originalversion mit englischen Untertiteln
In lingua originale con sottotitoli in inglese

Eintritt/Entrata: euro 10,-

Saturday | November 12, 2022